Il 12 Dicembre 2012 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha promosso una risoluzione che incoraggia gli Stati Membri ad accelerare il percorso verso l’Universal Health Coverage, la Copertura Sanitaria Universale. Universal Health Coverage equivale all’accesso a servizi sanitari di qualità per tutte le persone che ne hanno bisogno, a prescindere dalla propria situazione economica. Nel 2017 viene ufficializzata questa Giornata Internazionale, sottolineando quanto l’Universal Health Coverage sia un elemento prioritario per lo sviluppo sostenibile a livello globale.

La giornata ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla necessità di sistemi sanitari resilienti e inclusivi. Gli interventi di carattere sanitario di World Friends hanno come obiettivo finale il raggiungimento dell’Universal Health Coverage, in particolare nel contesto del Kenya. Attualmente in Kenya la sanità è pagamento e le persone con difficoltà economiche (come gran parte degli abitanti degli slum che vivono sotto la soglia di povertà) incontrano ostacoli spesso insormontabili nell’accesso a cure e servizi sanitari. L’idea e lo spirito dell’Universal Health Coverage animano quotidianamente il nostro lavoro e sono stati alla base della fondazione del Ruaraka Uhai Neema Hospital.

Universal Health Coverage e COVID-19

La pandemia sta mettendo a dura prova la possibilità di garantire salute e cure a chi ne ha bisogno. Il virus ha comportato la saturazione dei sistemi sanitari di tutto il mondo, che hanno dovuto utilizzare tutte le risorse disponibili per fronteggiare l’emergenza. Inoltre sono stati messi in luce i limiti e i mancati investimenti nella sanità pubblica.

Un rischio legato alla pandemia (e fin troppo spesso ignorato) riguarda infatti la mancanza di risorse per la prevenzione, il trattamento e la gestione di tutte le altre problematiche sanitarie. Il COVID non ha eliminato le altre malattie, ma si è semplicemente aggiunto ad una serie di patologie già presenti a livello globale, mettendo particolarmente a rischio i contesti più fragili dei Paesi in via di sviluppo. Le popolazioni più vulnerabili, come gli abitanti degli slum, sono costretti a spendere gran parte del proprio reddito per le cure mediche. Ciò non fa altro che sottolineare i rischi dovuti all’assenza dello Stato sociale e dell’Universal Health Coverage.

Oggi salute materno-infantile, salute riproduttiva o malattie non trasmissibili sembrano essere state messe in secondo piano dal nuovo virus. Per questo motivo il lavoro di World Friends e del R.U. Neema Hospital ha proseguito per tutta la durata della pandemia, adattandosi alle norme di prevenzione vigenti e mettendo in pratica il motto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: non lasciare nessuno indietro.

Related Posts