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La tubercolosi è una malattia che colpisce i polmoni, causando tosse, febbre e perdita di peso. Tutti questi sintomi possono manifestarsi anche diversi anni dopo aver sviluppato la patologia. È una malattia pericolosa soprattutto per i bambini piccoli e le persone con un sistema immunitario indebolito. La Giornata mondiale della tubercolosi ci offre l’opportunità di riflettere sulla malattia per conoscerla e comprendere l’importanza di azioni di prevenzione in aree vulnerabili come gli slum di Nairobi o la Contea di Kajiado.

Tubercolosi e Covid-19: un parallelismo

Spesso le notizie raccontate dai media mettono in secondo piano i numerosi rischi a cui sono esposte le persone, soprattutto le più fragili. Basti pensare al Covid-19 che ormai sembra non essere più materiale da prima pagina. Tuttavia, con il diminuire della preoccupazione riguardo al virus e il (probabilmente affrettato) ripensamento delle misure di sicurezza, stiamo assistendo allo sviluppo di nuove varianti: l’ennesima dimostrazione che la pandemia non è ancora finita. La storia del Covid non è poi così lontana da quella della tubercolosi e la Giornata mondiale della tubercolosi è l’occasione per riflettere su un’epidemia che di fatto non si è mai fermata.

Quando è stato scoperto il batterio che causa la tubercolosi, esso ha aperto la strada a nuove idee per fare test e migliorare la prevenzione. Anche in questo caso la risposta più sicura è stata trovata nel vaccino. Come nel caso del Covid-19, il vaccino contro la tubercolosi non è stato immediatamente accolto da tutta la popolazione. In ogni caso il vaccino non immunizza completamente e la Giornata mondiale della tubercolosi può ricordarci i pericoli legati alla malattia e l’importanza di continuare a investire in cure e prevenzione.

World Friends e tubercolosi – la storia di Paul

giornata tubercolosi 2022 2Il tema di quest’anno è proprio “Investire per fermare la tubercolosi”, per salvare vite umane. Questo messaggio si concretizza nel lavoro che svolgiamo sul territorio in Kenya. Attraverso progetti come HIPS-TB e oggi con ATI-TB cerchiamo di rendere l’accesso ai servizi sanitari equo per tutte le persone vulnerabili che soffrono di questa malattia. È così che siamo entrati in contatto con Paul.

Paul non ha un lavoro stabile. Cerca di guadagnarsi da vivere come può, soprattutto con lavori nell’edilizia. Aveva sentito parlare degli ambulatori mobili di World Friends a Ewalata, in Kajiado. Non ne aveva mai avuto bisogno, ma gli avevano raccontato che avrebbe potuto ricevere medicinali e visite mediche gratuitamente. Quando Paul iniziò a sviluppare i primi sintomi si rese subito conto di non potersi permettere le cure in un ospedale. Quando ha sentito di una nuova mobile clinic di World Friends, capì che quella era l’occasione giusta per farsi aiutare.

Non appena giunto all’ambulatorio mobile Paul è stato visitato dal nostro team di medici. Mostrava sintomi riconducibili alla tubercolosi e il team ha raccolto un campione di saliva necessario per il test. Grazie al macchinario GeneXpert si è scoperto in fretta che era positivo alla tubercolosi. Paul però non si è perso d’animo. Sapeva che l’unico modo per affrontare la situazione era cercare aiuto e curarsi.

Abbiamo indicato a Paul il dispensario più vicino dove avrebbe trovato i medicinali di cui aveva bisogno. Inoltre abbiamo deciso di fornirgli pacchi alimentari per avere la certezza che assumesse i nutrienti necessari durante la terapia. La nutrizione è fondamentale durante un percorso di terapia e crediamo che sia importante non dover costringere persone come Paul a scegliere tra cibo e cure.

Conosciamo Paul da un mese e stiamo già vedendo grandi progressi! Ora ha abbastanza forze per andare da solo al dispensario per le sue medicine. Ha anche smesso di assumere alcol e fumare. Paul sta facendo di tutto per guarire nonostante la situazione economica in cui vive. Quando lo andiamo a trovare è sempre sorridente e felice del fatto che continuiamo a visitarlo per accertarci del suo stato di salute.

Il caso di Paul ci ha dimostrato che le persone non cercano solo cure, ma si preoccupano anche di sottoporsi a screening preventivi, soprattutto se ben informati. Ora Paul consiglia a tutti i suoi amici di farsi controllare, sensibilizzandoli e rendendoli partecipi dei rischi della tubercolosi. Investire nella lotta alla tubercolosi non significa solamente fare ricerca e acquistare nuove tecnologie. Significa soprattutto investire nelle persone per le quali accedere alle cure spesso è a dir poco impossibile.

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