lettere equatore 1

Maggio 2022

Fuga infinita

Ho visto uomini sempre in fuga
dalle case di fango
dall’odio dei fratelli
dalle terre spaccate
dalle malattie dimenticate.
Ho visto donne sempre in fuga
dalla violenza degli uomini
dai villaggi bruciati
dall’amore venduto
dalla fame dei figli.
Ho visto bambini sempre in fuga
dalle strade di male
dalle armi spianate
dalle pietre lanciate
dalle guerre dei padri.

Muri selettivi e guerre minori

Speriamo che il muro sia solido e il filo spinato non venga reciso, perché in casa una famiglia di musulmani siriani non la vorrei proprio. Forse sarebbe peggio pensare di accogliere dei neri, magari anche gay. I bambini Rom sono più o meno dei bianchi, ma sicuramente educati a rubare tutto quello che trovano. Per favore, un po’ di rispetto per le nostre tradizioni. I profughi devono rispondere a precise caratteristiche: bianchi, occhi azzurri, cristiani ed eterosessuali. Una grande invenzione a cui si dovrebbe lavorare, ma che sembra già funzionare, sono dei muri di confine che selezionino automaticamente i migranti buoni da quelli cattivi. E poi onde del mare che portino in salvo famiglie accettabili e invece barche che affondino insieme al loro carico di scarti umani.

Gli affari sono affari ed è indubbio che il principale business del mondo sia la produzione e il traffico delle armi. Un riarmo sistematico vuol dire impiego assicurato per tanti lavoratori. E dei bei guadagni per amministratori delegati e dirigenti. Scienziati, ingegneri, biologi, informatici che stanno nell’ombra, forse per umiltà, continuano a ideare nuove armi sempre più sofisticate, dei veri gioielli. Alla sera davanti al telegiornale riuniti con le loro famiglie, forse spiegheranno ai loro figli che quel potente missile ipersonico che ha appena eliminato un centinaio di persone l’ha inventato il papà. Senza di loro nulla potrebbero i potenti.

Abbiamo coscienza o no che queste sono opinioni diffuse e in fondo ci rassegniamo che siano quelle dominanti?

Dopo i muri selettivi, le migrazioni differenziate e le questioni insolute di popoli come i Curdi, i Rohinga, i Palestinesi, abbiamo anche le guerre di maggiore e minore importanza. Le guerre minori sono quelle lontane dall’Occidente come in Yemen, Etiopia, Siria, Nord-Est del Congo, Darfur e Sudan. Tutti conflitti con centinaia di migliaia di morti e stupri di massa, la fame come arma di annientamento delle popolazioni, la distruzione di villaggi e ospedali. E chi fugge da queste guerre non ha scampo, trova alti muri di filo spinato, odio e indifferenza.

Se il giudice Falcone fosse ancora vivo, suggerirebbe di controllare come aveva fatto con Cosa Nostra i conti bancari di politici e militari e di loro parenti e amici che hanno relazioni, azioni, contratti di consulenza con le fabbriche di armi. Affari che stanno producendo profitti da capogiro, aumentando a dismisura le diseguaglianze e il progressivo impoverimento degli strati della società che subiscono le conseguenze economiche delle guerre.

Papa Francesco ha ribadito “Mi sono vergognato a sentire che alcuni Stati vogliono aumentare le spese militari”.

In Italia non vengono pubblicati i dati delle spese e dei guadagni del riarmo. Le prime interessano la popolazione, mentre i secondi sono appannaggio di pochi: i soliti oligarchi della finanza, le solite famiglie di industriali, banchieri. E il potere dei militari continua a rafforzarsi.

La guerra non si ferma continuando a produrre e vendere armi. Il denaro pubblico deve andare alla Sanità, alla Scuola, alla salvaguardia dell’Ambiente.

Abbiamo una pandemia ancora in corso e viviamo le sue conseguenze di morti, disoccupazione e miseria. Sono stati ormai cancellati i bei propositi dei primi mesi del 2020 dettati dalla grande paura collettiva del virus. Riecheggiano ormai lontane le promesse di un cambiamento vero nella Salute attraverso investimenti nella medicina territoriale e ospedaliera pubblica.

Va riscoperto il ruolo sociale e politico degli operatori sanitari all’interno della comunità. Come medici dobbiamo essere contro ogni guerra, lottare contro diseguaglianze e discriminazioni, anteporre il prendersi cura ad ogni logica di profitto.

Poesia e articolo a cura del Dott. Gianfranco Morino, Responsabile World Friends Kenya

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