25 anni di World Friends: una serata per celebrare un quarto di secolo
Il 28 maggio 2026, al ristorante Queen Deli presso il Gigiri Social Club di Nairobi, World Friends ha festeggiato il suo venticinquennale con una cena di Gala che ha riunito la comunità italiana e keniana, partner, sostenitori e istituzioni.
Tra gli ospiti della serata, la Principal Secretary of Correctional Services Salome Muhia, l’Ambasciatore d’Italia in Kenya Vincenzo Del Monaco e il Direttore dell’Ufficio di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) Fabio Minniti — una presenza istituzionale che testimonia il riconoscimento del lavoro svolto da World Friends in questi 25 anni.
Il co-fondatore e coordinatore Gianfranco Morino, la vice coordinatrice Lucia Pincerato e il Dottor Washington Ngoju hanno dialogato sui progetti e i risultati raggiunti in un quarto di secolo di attività, e sul significato della presenza dell’organizzazione in Kenya: una storia costruita giorno dopo giorno, progetto dopo progetto, insieme alle comunità locali. Alla serata erano presenti anche Antonio Melotto, tra i medici fondatori dell’organizzazione insieme a Gianfranco Morino. A seguire, un’asta silenziosa di fotografie offerte da fotografi che sostengono il lavoro di World Friends — un gesto concreto di vicinanza alla missione dell’organizzazione — e una lotteria con premi tra cui due safari al parco nazionale.
World Friends nasce 25 anni fa da un gruppo di medici con un’idea chiara: portare cure dove l’accesso alla salute non è scontato. Nel 2008 inizia la costruzione del Ruaraka Uhai Neema Hospital, struttura polifunzionale ai margini degli insediamenti informali di Nairobi Nord-Est, più volte premiata dal Ministero della Sanità keniano. Da allora, l’organizzazione ha sviluppato una rete di progetti che operano con la testa a Sud: nati direttamente sul territorio, in risposta ai bisogni concreti delle comunità. Nei quartieri più vulnerabili di Nairobi, nei villaggi Maasai, sulla costa di Kilifi e in Italia, World Friends porta avanti programmi di salute, nutrizione, inclusione e formazione professionale — perché nessuno si salva da solo.
