Il progetto ATI-TB – Awareness, Tradition and Innovation to fight Tuberculosis ha come obiettivo generale di contribuire all’azzeramento dei nuovi casi di tubercolosi nella Contea di Kajiado in Kenya. L’intervento, iniziato nel 2020, prevede il rafforzamento della connessione tra la comunità e i servizi sanitari per la diagnosi e il trattamento della malattia, ed è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). I principali gruppi target sono le categorie di popolazione a rischio infezione da tubercolosi nelle aree urbane e rurali, come studenti e studentesse delle scuole per via del lungo tempo che passano in luoghi chiusi affollati e non areati, soprattutto quelle in aree remote, non coperte dal servizio sanitario. Queste vengono raggiunte dal nostro team con l’utilizzo di un ambulatorio mobile, che permette di portare personale, medicinali e strumentazione dove non ci sono. Se uno/a degli studenti o studentesse risulta positivo per la tubercolosi, la scuola si occupa di informare la famiglia e metterla in contatto con il team di WF, che potrà così monitorare la situazione ed isolare eventuali focolai per tempo.
Una delle attività principali del progetto prevede la realizzazione di campagne di comunicazione e giornate di sensibilizzazione mirate alle fasce chiave di popolazione nelle aree a rischio per una maggiore consapevolezza sulla tubercolosi, la sua trasmissione, il suo trattamento. Non solo studenti, ma anche lavoratori delle aziende locali come la PJ Dave Floria, un’azienda leader nel settore della floricoltura, dove il nostro staff è stato nei mesi scorsi per sensibilizzare i lavoratori sul rischio di trasmissione della tubercolosi in ambienti poco areati come le serre.
Ci sono poi alcuni luoghi dove lo staff si reca solo a fare rilevamento di casi di tubercolosi. Questi sono i posti che ci sono stati segnalati dalle autorità locali come hotspot. Per testare i casi di tubercolosi il team porta con sé il GeneXpert, un macchinario all’avanguardia per l’analisi dei test, che permette di analizzare due test alla volta in un’ora e mezza. Le persone che si sottopongono allo screening sono state precedentemente individuate per i loro sintomi e invitate a presentarsi da parte dei Community Health Volunteers – volontari che, all’interno della comunità, svolgono il ruolo di focal point per questioni mediche facilmente identificabili e gestibili come i raffreddori o malattie gastro-intestinali. Uno di questi luoghi è Ilbissil, che si vede nella foto in cui Fred, tecnico di laboratorio del team, prepara un paziente per il test. Nella foto seguente, Fred, nella località di Birika, prepara il macchinario per l’avvio del test.

Fred, tecnico di laboratorio, prepara il macchinario GenXpert per l’avvio del test.

Fred, tecnico di laboratorio, prepara un paziente per il test della tubercolosi.
I Community Health Volunteers costituiscono il punto di incontro fra la tradizione, rappresentata dalle dinamiche sociali che governano i villaggi e le comunità Maasai dove si reca lo staff clinico di WF, e innovazione, rappresentata dall’utilizzo di macchinari all’avanguardia con il GeneXpert. Con il progetto ATI-TB World Friends vuole rinforzare i valori chiave della propria azione: intervenire sul territorio dove c’è bisogno, accanto alla popolazione locale.
