Prescrivere diritti: cosa significa prendersi cura?

La salute è molto più dell’assenza di malattia. Una visita medica, una diagnosi corretta, una terapia: sono fondamentali, ma non bastano. La salute nasce anche altrove: nella possibilità di avere una casa, un lavoro, un’istruzione, relazioni sicure e qualcuno che ascolti i propri bisogni.

Ogni giorno, nei quartieri più vulnerabili di Nairobi, nei villaggi Maasai, sulla costa di Kilifi e nei Punti Salute di World Friends in Italia, la malattia è spesso solo la parte più visibile di una vulnerabilità più profonda. Una vulnerabilità che nessuna semplice prescrizione medica può risolvere.

“La malattia è solo l’apice di un problema più ampio”

Lisa Di Mascolo, Project Manager di World Friends a Torino, lo racconta con chiarezza: prescrivere diritti significa riconoscere che troppo spesso la malattia è solo l’apice di un problema più ampio.

Lisa aggiunge un punto centrale del lavoro di World Friends nei contesti di vulnerabilità: dove la malattia non è la priorità da affrontare, bisogna prima prendersi cura della persona. Solo così si costruisce la fiducia necessaria per potersi dedicare, in un secondo momento, alla cura della malattia stessa. 

“Prescrivere diritti significa riconoscere che troppo spesso la malattia è solo l’apice di un problema più ampio. In contesti di vulnerabilità, dove la malattia troppo spesso non risulta una priorità da affrontare, è necessario prima curarsi della persona per raggiungere il giusto grado di fiducia e convinzione che permetta di dedicarsi alla malattia.”

Curare i bisogni prima delle diagnosi

Lo stesso vale per Elena Manzone, dottoressa volontaria presso i Punti Salute di World Friends. Nella sua esperienza, chi vive in condizioni di povertà mette spesso la salute in secondo piano rispetto a bisogni più urgenti: il cibo, i vestiti, un luogo dove dormire.

Ma le malattie non riconosciute o non curate, spiega Elena, rendono ancora più difficile uscire da una situazione di vulnerabilità. Curare il corpo, senza rispondere a questi bisogni, non basta a restituire salute.

Spesso chi vive in condizioni di povertà mette la salute in secondo piano rispetto ad altri bisogni urgenti, come il cibo, i vestiti o un luogo dove dormire. Ma le malattie non riconosciute o non curate possono rendere ancora più difficile uscire da una situazione di vulnerabilità.”

Giustizia sociale, non assistenzialismo

Le testimonianze di Lisa ed Elena raccontano un approccio preciso: leggere la vulnerabilità non come un problema del singolo, ma come un’espressione sociale. Per questo, ogni giorno, insieme all’assistenza sanitaria, World Friends tutela e promuove i diritti fondamentali, lo sviluppo sociale e l’educazione, al fianco delle comunità locali.

Un impegno che l’associazione porta avanti da 25 anni nei quartieri più vulnerabili di Nairobi, nei villaggi Maasai, sulla costa di Kilifi e in Italia, con l’obiettivo di trasformare il diritto alla salute in realtà nei contesti in cui è ancora negato. La salute è la scintilla che permette a ogni persona di fiorire e a ogni comunità di crescere in modo autonomo e sostenibile.

Ogni diritto riconosciuto è un passo verso una salute più giusta per tutti. Ma questo lavoro si può fare solo insieme.

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Un gesto semplice, che aiuta i medici di World Friends a continuare a prescrivere non solo farmaci, ma diritti.

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