GROW+: Servizi comunitari per la nutrizione e l'inclusione della disabilità
Gli obiettivi:
Il progetto GROW+ ha come obiettivo principale ridurre l’impatto della malnutrizione tra i gruppi più vulnerabili che vivono negli slum nord-orientali di Nairobi, promuovendo salute e benessere per tutti e garantendo che nessun bambino venga lasciato indietro. Con una durata di 24 mesi (settembre 2025 – settembre 2027), l’intervento mira a contrastare il deteriorarsi delle condizioni nutrizionali e sanitarie in comunità altamente marginalizzate, con un’attenzione particolare ai bambini con disabilità, troppo spesso invisibili al sistema sanitario.
Il progetto contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) n. 2 (Fame Zero) e n. 10 (Ridurre le Disuguaglianze), con un focus specifico sull’inclusione della disabilità a ogni livello dell’intervento.
Il contesto:
I bambini con disabilità sono tra i più esposti, eppure spesso restano invisibili al sistema sanitario. Stigma, scarsa consapevolezza e barriere fisiche o comunicative limitano il loro accesso ai servizi di nutrizione e cura, mentre le loro esigenze specifiche — come le difficoltà di alimentazione o le condizioni di salute associate — rimangono sistematicamente inascoltate. Senza interventi mirati e inclusivi, questi bambini vengono esclusi sia dalle azioni di prevenzione che da quelle di trattamento.
A seguito della chiusura dei programmi finanziati da USAID, che in precedenza garantivano una fornitura regolare di integratori terapeutici alle strutture pubbliche, la capacità di diagnosticare e trattare i bambini malnutriti si è drasticamente ridotta. In questo contesto fragile, è urgente attivare risposte di comunità capaci di colmare il divario tra le famiglie e le cure disponibili, assicurare l’accesso a servizi salvavita e promuovere equità e inclusione a ogni livello.
Le attività:
Il progetto agisce su due fronti complementari: il rafforzamento dei servizi sanitari a livello strutturale e il potenziamento della rete comunitaria di prevenzione e sensibilizzazione.
- Potenziamento dei servizi nutrizionali ambulatoriali. Il progetto supporta una rete di strutture sanitarie comunitarie nel sub-county di Ruaraka per rafforzare le cliniche ambulatoriali di nutrizione. Queste vengono attrezzate per offrire screening sistematici, diagnosi e follow-up per i bambini sotto i cinque anni, garantendo la continuità delle cure e la disponibilità di integratori terapeutici essenziali per la gestione della malnutrizione acuta. Il personale è formato per applicare strumenti disability-inclusive durante le valutazioni nutrizionali, e i casi più gravi vengono indirizzati al Ruaraka Uhai Neema Hospital per il ricovero.
- Sessioni di riabilitazione per bambini con disabilità. I bambini con difficoltà di alimentazione legate alla disabilità sono particolarmente esposti al rischio di malnutrizione e di complicazioni come la polmonite ab ingestis. Il progetto sostiene sessioni di riabilitazione individualizzate — con attenzione specifica alla terapia del linguaggio e della deglutizione — attraverso una rete di sei centri di riabilitazione nei quartieri di Mathare, Babadogo, Huruma, Lucky Summer e Kariobangi. Terapisti e assistenti lavorano a stretto contatto con i caregiver per supportarli nelle pratiche di alimentazione sicura e migliorare la qualità di vita di bambini e famiglie.
- Sensibilizzazione nutrizionale e indirizzamento a livello comunitario. I Promotori della Salute Comunitaria (CHP) vengono formati e mobilitati per condurre visite domiciliari porta a porta, gruppi di supporto per le madri ed eventi di outreach nei quartieri. Le famiglie ricevono indicazioni pratiche e vengono attivamente indirizzate alle strutture sanitarie più vicine. Particolare attenzione è rivolta alle famiglie con bambini con disabilità, spesso le più difficili da raggiungere.
- Promozione di pratiche inclusive per la disabilità nella comunità. Per affrontare lo stigma e l’esclusione che colpiscono i bambini con disabilità, il progetto sostiene sessioni di sensibilizzazione comunitaria guidate da CHP formati e da genitori referenti. L’obiettivo è promuovere empatia e rispetto, incoraggiare i caregiver a partecipare a gruppi di supporto tra pari e rafforzare nelle famiglie e nelle comunità una cultura dell’inclusione.
