Il 23 gennaio 2026 si è svolta la cerimonia di chiusura del progetto M-imba+ (AID 012590/07/7) si è svolta segnando un traguardo significativo nel percorso verso l’equità sanitaria nella Sub-Contea di Ruaraka.

Guidata dalla missione di colmare il divario tra i bisogni delle comunità e i sistemi di assistenza sanitaria clinica, l’iniziativa ha contribuito con successo alla creazione di un ecosistema sostenibile a beneficio di madri, neonati e dell’intera comunità. Finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e implementato da World Friends, il progetto ha efficacemente connesso l’eccellenza clinica con soluzioni sanitarie guidate dalla comunità.

Il progetto M-imba+ (AID 012590/07/7) si è fondato sulla convinzione che i risultati di salute siano intrinsecamente legati all’educazione.

Attraverso il coinvolgimento di scuole e spazi comunitari, il progetto ha decentralizzato la conoscenza medica, coinvolgendo 40 scuole e raggiungendo 2.892 studenti. Le sessioni hanno offerto spazi sicuri di confronto su competenze di vita, ruoli di genere, igiene mestruale e prevenzione della violenza di genere (GBV). Inoltre, sono state realizzate 125 sessioni di Health Info Point all’interno dei centri sanitari target della Sub-Contea di Ruaraka, con un focus su assistenza prenatale e postnatale, salute mentale, pianificazione familiare, kangaroo mother care, nutrizione, allattamento al seno, preparazione al parto e vaccinazioni. Per garantire che nessun nucleo familiare venisse escluso, una campagna radiofonica di educazione sanitaria è stata trasmessa tramite KOCH FM, ampliando la portata del progetto all’intera comunità.

Un pilastro fondamentale del progetto è stato il rafforzamento delle capacità delle Community Maternal Assistants (CMA) e dei Community Health Promoters (CHP). Integrando le conoscenze mediche scientifiche con il loro ruolo di riferimento all’interno delle comunità, il progetto ha valorizzato queste figure come facilitatori essenziali di percorsi salvavita. Attraverso una formazione strutturata sul riconoscimento dei segnali di pericolo durante la gravidanza e il parto, sulla cura del neonato, sulla nutrizione e sulla pianificazione familiare, questi operatori sanitari hanno facilitato 1.264 riferimenti verso le strutture sanitarie. L’intervento ha contribuito a rafforzare la fiducia tra le famiglie e le istituzioni sanitarie formali, favorendo la gestione delle emergenze in ambito clinico anziché domiciliare.

Il miglioramento degli esiti di salute materno-infantile ha richiesto anche un continuo rafforzamento delle competenze degli operatori sanitari di prima linea. Il personale sanitario ha ricevuto formazione tecnica su emergenze ostetriche, rianimazione neonatale, riduzione del rischio clinico, assistenza essenziale durante il travaglio, nutrizione e HIV, tra gli altri temi. Le strutture coinvolte — tra cui il Ruaraka Uhai Neema Hospital, la Mwangaza Ulio na Tumaini Clinic e il Provide Medical Centre — sono state implementatrici attive del progetto: il loro impegno ha permesso di tradurre la formazione e i protocolli in cambiamenti concreti nella pratica clinica. Oltre al rafforzamento delle risorse umane, il progetto ha introdotto un’applicazione digitale, mPlus, progettata e implementata dal partner di progetto mHealth. L’app ha supportato 669 madri durante l’intero percorso di gravidanza, contribuendo a una media significativa di 5,9 visite prenatali per madre.

Il progetto ha inoltre riconosciuto l’importanza di creare spazi sicuri e di supporto attraverso l’istituzione di 11 Community Health Groups, dedicati a madri adolescenti, sopravvissute alla violenza di genere, madri single e donne in fase di recupero da dipendenze. Ad oggi, sono state realizzate 417 sessioni di gruppo con il supporto della counsellor di World Friends e dei CHP, combinando supporto psicosociale ed empowerment economico.

Sul fronte della ricerca clinica, il dott. Mike Mulongo e il suo team di Tunu Consulting hanno condotto una ricerca operativa sull’utilizzo della WHO Safe Childbirth Checklist nelle 3 strutture sanitarie target e hanno supportato l’introduzione e l’adozione della EmONC Checklist in 24 strutture della Sub-Contea di Ruaraka. I partner accademici del progetto — la Scuola di Pediatria e la Scuola di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Torino, l’Università Campus Bio-Medico di Roma e il Centro Salute Globale — hanno contribuito attraverso 17 missioni sul campo, a rafforzare conoscenze e protocolli su malnutrizione, contatto “skin-to-skins”, esposizione all’HIV nei neonati, emergenze ostetriche e sepsi neonatale.

Sebbene il ciclo di progetto si sia ufficialmente concluso, l’eredità di M-imba+ (AID 012590/07/7) è destinata a perdurare. L’infrastruttura composta da personale formato, strumenti digitali di tracciamento e gruppi di supporto comunitari garantisce che la Sub-Contea di Ruaraka sia oggi meglio attrezzata per proteggere le comunità più vulnerabili.

I risultati raggiunti con questo progetto testimoniano vite sostenute e una fiducia consolidata, dimostrando che un cambiamento significativo è possibile quando l’assistenza clinica si avvicina alle persone e le istituzioni collaborano assumendosi una responsabilità condivisa verso la comunità.